Psiche Psicologia del gusto

#staremeglio: l’inganno della dieta

3 Agosto 2016

 

La dieta, dal latino diaeta, è l’insieme degli alimenti che gli animali e esseri umani assumono abitualmente per la loro nutrizione.

In realtà dobbiamo riferirci al regime alimentare che si sovrappone abitualmente al termine dieta. Questo indica metodi per variare il peso corporeo, per attenersi a prescrizioni relative a particolari quadri clinici, come quelle per ottenere differenti risultati sul proprio fisico. Non è detto che un regime alimentare sia per forza di tipo privatistico, basti pensare agli atleti che seguono regimi alimentari specifici per l’aumento delle prestazioni oltre che per la salute.

 

“Alla parola dieta subito associamo privazione e sacrificio”

 

Il bisogno di adeguarsi a stereotipi sociali per rientrare nel proprio gruppo di appartenenza è stato un terreno fertile per l’aumento e la diffusione di moltissime diete dimagranti.

QUI potete trovare un elenco delle diete più famose… Esiste addirittura anche quella del biscotto promossa dal Dott. Sanford Siegal. Dieta che prevede l’assunzione di biscotti iperproteici e altri alimenti come pollo e verdure bollite.

“Ognuno è diverso e unico. Ognuno ha la sua storia.”

Se partiamo da questo assunto e cioè dall’unicità dell’essere umano, come può esistere una dieta che vada bene per tutti?

Questo errore fa si che la maggior parte delle persone segua le diete a caso, per moda spesso incorrendo a fallimenti o peggio ancora a conseguenze nocive per il proprio corpo promuovendo la frustrazione e l’ansia.

“Lasciamoci guidare dalla consapevolezza”

Quasi tutte le diete dimagranti si basano sulla dicotomia cibi buoni, cibi cattivi, permessi o non permessi, attribuendo una connotazione morale molto forte al cibo. Esistono molte differenze basate sulla cultura di provenienza, sul gruppo sociale di appartenenza ecc… Quindi non ha senso, ancor di più nelle diete dimagranti, classificare in modo assolutistico i cibiE’ necessario, anzi fondamentale, partire dall’anamnesi della persona, dalla sua storia e dai suoi bisogni individuali. Ma soprattutto, “scegliere” invece che “dovere” può essere determinante per il successo o meno di una dieta.

“come scegliere?”

La dieta deve essere vista come un percorso che porti al benessere psico – fisico, non come una tortura per raggiungere un obiettivo immediato. Un percorso che ha un inizio, non una fine. Ricordatevi che il nostro corpo comunica con la nostra psiche e spesso ne è il mezzo con cui esprimiamo, a livello inconsapevole il più delle volte, il nostro malessere.

Scegliamo seguendo alcuni suggerimenti:

  • Facciamoci seguire da un esperto, di cui ci fidiamo che capisca l’importanza della nostra unicità;
  • Chiediamoci perché mangiamo. Non si mangia molte volte per fame, ma per ansia, frustrazione, abbandono, senso di colpa… Comprendere i nostri stati emotivi è la giusta chiave per capire come mangiamo, cosa mangiamo e perché.
  • Cerchiamo di essere presenti mentre mangiamo: prima, durante e dopo il pasto cerchiamo di sentire il nostro corpo e noi stessi per raggiungere una piena consapevolezza.

Passiamo ora alla parte più pratica ai fornelli…

In questo periodo, mi trovo per ragioni di salute a seguire una dieta e mi sono interrogata su quali consigli avrei potuto darvi in cucina per rendere l’esperienza più semplice e naturale dal punto di vista logistico… Quindi in questo mese di agosto vi terrò compagnia con consigli e trucchi culinari 🙂

Prima di salutarvi, vi lascio alcune domande su cui riflettere…

 

E voi, avete mai pensato al perché mangiate? Quali sono le vostre difficoltà più grandi con il cibo? Avete qualche strategia o consiglio da dare?

 

Vi aspetto alla prossima con #staremeglio: l’inganno nel piatto!

La vostra Stuzzichina

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