Piemontesina Bella Primi

I Plin al tovagliolo per #20annidigusto

29 agosto 2018
Plin

“La vita è una combinazione di pasta e magia.”
(cit. Federico Fellini)

 

Rappresentare la mia regione per me è questione di identità e di orgoglio perciò sono stata felicissima di poter partecipare al progetto #20annidgusto  che vede 20 Food blogger rappresentare le rispettive regioni con il Primo piatto che secondo loro meglio rappresenta la propria territorialità. Il progetto nasce dalla collaborazione con l’Associazione Italiana Foodblogger – AIFB per celebrare i 20 anni del Festival dei Primi d’Italia che si terrà dal 27 al 30 Settembre 2018 a Foligno.

Il progetto è stato anche reso possibile da partner d’eccezione che hanno reso quest’esperienza ancora più interessante e coinvolgente: le Pentole Agnelli e la pasta di grano 100% italiano dell’Antica Maccheroneria . Quindi un grazie di cuore!!

Ma passiamo alla mia scelta per rappresentare il Piemonte…

 

LE RAVIOLE DEL PLIN

Le raviòle dël plin o agnolotti del plin sono un tipico primo piatto piemontese originario della zona del Monferrato e delle Langhe. Nasce dal bisogno di riutilizzare gli avanzi di carne arrosto raccontando così le sue origini “povere” dato che la carne era un bene da non sprecare.

I Plin sono una pasta ripiena chiusi da un “pizzicotto” da cui ne prende proprio il nome e per me rappresentano al meglio la tradizione del mio territorio.

 

 

 

 

CARATTERISTICHE DEI PLIN

Forse non tutti sanno che in origine la sfoglia di pasta che avvolge il ripieno era costituita solo da acqua e farina, l’introduzione dell’uovo è arrivata solo successivamente. Oggi, rispetta la tradizione piemontese che vuole un impasto ricco di uova conferendogli un bel color giallo e irrobustendone il sapore. La forma del Plin è rettangolare ma, esistono differenze sulla sua grandezza e sullo spessore della pasta. Si sa, in ogni ricetta tradizionale troviamo molte varianti segno di influenze culturali delle diverse famiglie e zone. Ecco allora che potete gustarne un tipo molto piccolo con una pasta sottile per apprezzare tutto il sapore del ripieno e altri più grandi e dalla sfoglia più spessa.

Nonostante la mia preferenza per i più piccoli, sortiscono sempre il loro fascino e diventano spesso la mia scelta sul menù!

Parlando di ripieno, come accennato sopra, la tradizione vuole un ripieno di carni arrosto avanzate: vitello, maiale e coniglio sono le tradizionali. Arricchito poi da uova, parmigiano e verdura tipo bietole, spinaci o cavolo verza. Lo sapevate che le nonne porzionavano il ripieno sulla sfoglia della pasta “a punta di cucchiaio”? Oggi, si usano metodi più moderni ma, il risultato è lo stesso… Assicuro 🙂

Come dicevo prima, le varianti sono molte e non possono mancare anche nei ripieni e nei condimenti.  In alcune ricette possiamo trovare anche il riso o in altre si discostano del tutto proponendo ripieni di sola verdura o di formaggi tipici come la Robiola di Roccaverano   o Raschera D.O.P. Alcuni chef portano avanti ricette straordinarie con un tocco in più come quella che preparava Lidia Alciati  (VEDI RICETTA QUI) in cui la sfoglia sottilissima racchiudeva un ripieno arricchito dalla salsiccia. 

Bene, ma come si gustano i Plin?

Il modo migliore in assoluto per apprezzarne tutta la loro golosità è “al tovagliolo“. In questa tradizionale versione, i Plin vengono cotti in brodo, scolati e serviti su un tovagliolo di lino senza aggiunta di condimento. Sono da mangiare rigorosamente con le mani e nascono dalla tradizione molto vecchia. Infatti, in origine, i Plin venivano versati al centro della tavolata su un canovaccio dissesto per tutta la sua lunghezza e i commensali prendevano con le mani e mangiavano condividendo insieme questo fantastico piatto. Oggi, ovviamente, si serve una porzione ciascuno ma, posso garantire, che soddisfazione gustativa sia mangiarli con le mani e bevendo un calice di vino rosso! 

Altrimenti, potete gustarli con burro fuso e salvia o con il sugo d’arrosto… Ambedue ottime versioni.

 

LA MIA RICETTA DEI PLIN AL TOVAGLIOLO

Ingredienti:

Per la pasta:

  • 500 g di fatina (io ho usato una farina di tipo 1)
  • 3 uova intere + 5 rossi (le ricette tradizionali variano dai 10 ai 15 tuorli)

Per il ripieno:

  • 300 g di arrosto di vitello
  • 200 g di arrosto di maiale
  • 200 g di coniglio arrosto
  • 50 g di parmigiano
  • 4 uova
  • 200 g di bietole cotte
  • Sale, pepe e noce moscata q.b.
  • Brodo fatto in casa q.b.

Preparazione

Per la sfoglia: su una spianatoia, formate una fontana con la farina e mettete al centro le uova. Lavorate delicatamente con una forchetta o con le mani incorporando la farina un po’ per volta. Amalgamate e impastate fin quando l’impasto non sarà liscio. Fate riposare per 30 minuti coperto. Utilizzate la nonna papera per formare le strisce di pasta ma, NON TUTTE IN UNA VOLTA ALTRIMENTI L’IMPASTO SI SECCA!

Per il ripieno: tritate a coltello le carni e le bietole. Frullate (la cosa migliore sarebbe tritare con l’apposito strumento per tritare la carne) e unite le uova, il parmigiano, un pizzicodi pepe e noce moscata. Regolate di sale.

 

 

 

 

 

Per la chiusura dei Plin: distribuite su una striscia le palline di ripieno con la distanza di un dito circa tra di loro. Richiudete la pasta e pizzicate sigillando i Plin (fate uscire bene l’aria). Tagliate con una rondella. Cuocete in brodo per 3 – 4 minuti e…

… “Stuzzichevoli Plin”!

 

 

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