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Malloreddus inaspettati per la GN dei Malloreddus sardi

5 Settembre 2016
Malloreddus

Oggi è la Giornata Nazionale dei Malloreddus del Calendario del Cibo Italiano – AIFB. Ambasciatrice d’eccezione è Cristina Grassi del blog L’Orata spensierata… Scoprite il suo racconto su questa pasta sarda meravigliosa.

E qui, ecco il mio racconto fatto di ricordi lontani…

I Malloreddus

“Tesoro, domani ti preparo un bel piatto di vitellini!”. Certo detta così potrebbe sembrare davvero una cosa bizzarra 🙂 In realtà sto parlando dei gnocchetti sardi, o meglio dei Malloreddus. Il termine malloreddu (plurale malloreddus) è un diminutivo di malloru, che in sardo campidanese (Sardegna meridionale e centro-meridionale) significa toro. Di conseguenza, malloreddus vuol dire vitellini.

Il piatto più tipico sono i Malloreddus alla campidanese:  gnocchetti di semola e acqua conditi con un sugo di salsiccia sarda, pomodoro e zafferano e mantecati con pecorino sardo grattugiato. Io sono legata moltissimo a questo piatto poiché rappresenta una pagina della mia identità. Mia mamma e nonna materna sono sarde e i Malloreddus sono di casa. Mi ricordo quando mia bisnonna, tutta vestita di nero con un foulard nero che celava i suoi lunghi capelli bianchi raccolti (una donna quando diventa vedova, indossa fino alla sua morte vestiti neri come vogliono le antiche tradizioni), li preparava seduta sulla suo piccola seggiola di legno. L a stessa dove si metteva a cucire, la stessa che messa sull’uscio di casa  le permetteva di chiacchierare con le vicine nelle ore meno calde. Ed insieme a lei, mia nonna e mia zia che preparavano Malloreddus e fregola a mano.

Pensate che all’età di 9 anni ricordo ancora di un piatto di Malloreddus assaggiato in un ristorante a Tarros… Non sono mai riuscita a replicare quello stesso sapore. In compenso ne creo molte versioni perché li adoro e perché raccontano di me. Ad esempio, io lo zafferano lo metto anche nell’impasto degli gnocchetti come si faceva in origine.

Ma non sarei io, se non vi presentassi una ricetta mia e dai gusti insoliti… Cosa ne pensate?

Malloreddus inaspettati

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 g di farina di semola
  • Acqua q.b.
  • Curcuma 1 cucchiaino
  • 3 cipolle rosse di Tropea
  • 1 sedano rapa
  • 150 g di pancetta affumicata
  • Peperoncino 1 pezzetto
  • Olio evo q.b.
  • Brodo vegetale homemade q.b.
  • Vino rosso q.b.
  • Aceto balsamico q.b.
  • Zucchero di canna 1 cucchiaio
  • Lamelle di mandorle

Preparazione

Per i malloreddus: create una fontana con la farina e versate al centro l’acqua in cui avrete dsciolto la curcuma. Per l’acqua dovrete regolarvi, ma ricordate che non potete più aggiungerla quando il composto sarà quasi pronto! Io aggiungo all’acqua anche un filo d’olio d’oliva. Lavorate bene il composto  e lasciatelo riposare almeno 30 minuti. Ricavate poi all’impasto dei cilindri di pasta e tagliate dei tocchetti. Con l’aiuto dell’apposito attrezzo, di un setaccio o di una forchetta, realizzate i gnocchetti. Disponeteli su un vassoio cosparso di farina di semola e lasciateli seccare all’aria.

“Mi sembra di sentire mia nonna… Sono troppo grandi, i malloreddus sono piccoli…! E invece a me vengono sempre grandicelli”

Per il condimento: in una padella, stufate le cipolle affettate sottili in un filo d’olio e un cucchiaio di brodo e il peperoncino. Una volta consumato il brodo, salate, zuccherate e sfumate con il vino. Infine, aggiungete l’aceto balsamico e fate cuocere fino a raggiungere la consistenza desiderata. Ricordatevi di togliere il peperoncino!

In un’altra padella, fate rosolare bene la pancetta tagliata a cubetti o listarelle fin quando sarà bella croccante e mettetela da arte.

Per la crema di sedano rapa: pulite il sedano rapa e tagliatelo a cubetti. Fatelo rosolare e aggiungete un po’ di brodo alla volta fin quando sarà tenerissimo. Con l’aiuto di un mixer ad immersione frullate e regolate di sale.

Cuocete in acqua bollente i gnocchetti. Scolateli e mantecateli in padella con le cipolle e la pancetta e un po’ di acqua di cottura.

Ora potete comporre il piatto: un mestolo di crema, gli gnocchetti saltati nelle cipolle e pancetta e per finire lamelle di mandorle tostate leggermente in forno…

…”Stuzzichevole”!

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6 Comments

  • Reply Cristiana Grassi 5 Settembre 2016 at 10:34

    Grazie, Irene, per il tuo contributo! Una ricetta davvero originale, che sottolinea ancora una volta la versatilità di questa pasta. Ancora grazie

    • Reply ireneprandi 7 Settembre 2016 at 19:59

      Grazie mille e sono felice di aver contribuito alla tua giornata 🙂

  • Reply Tamara Giorgetti 5 Settembre 2016 at 13:47

    Irene sono molto appetitosi, sì un po’ grandi ma piano piano facendoli si acquisisce una padronanza della pasta e si riescono a fare più piccoli, vedrai che ci riesci…

    • Reply ireneprandi 7 Settembre 2016 at 20:00

      Pensa che mia nonna vuole farmi dei tutorial da lasciarmi così in eredità la ricetta dai malloreddus da tramandare 🙂

  • Reply Cristina Tiddia 5 Settembre 2016 at 20:15

    Mi sembrava di rivedere mia nonna paterna nella tua descrizione!!Anche lei portava il lutto da sempre e aveva la piccola seggiolina di legno! Che dire i tuoi gnocchetti sono veramente innovativi e mi incuriosiscono tanto!!!bravissima!

    • Reply ireneprandi 7 Settembre 2016 at 20:01

      Sono contenta che ti siamo piaciuti e sono piaciuti anche ai nostri pancini 🙂

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