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GN dei Fagioli: la Piattella Canavesana di Cortereggio

29 ottobre 2016

“Quando brontoli sembri una pentola di fagioli…”. Sì oggi parliamo di fagioli, ma non solo di proverbi. Per il Calendario del Cibo Italiano AIFB è la Giornata Nazionale dei Fagioli e la sua Ambasciatrice la bravissima Elena Broglia.

Grazie a questo fantastico progetto, posso farvi conoscere ricette e prodotti della mia regione, il Piemonte, e di tutte quelle che in qualche modo si sono intrecciate nel mio cammino.

piattella1Parlando di fagioli, mi è subito venuto in mente un prodotto Slow Food che ho conosciuto da pochi anni:  la Piattella Canavesana di Cortereggio.

Cortereggio è un borgo del canavese vicino al fiume Orco fondato dai Romani ed in questi terreni particolarmente ricchi d’acqua, la piattella cresce meglio. Fagioli bianchi, piatti e dalla forma che ricorda i “reni”, la Piattella di Cortereggio era diventata un’importante risorsa economica per il luogo. Poiché trattasi dfi una pianta rampicante, veniva seminata insieme al mais. Crescendo la pianta del fagiolo si avvitava intorno al fusto robusto della pianta di mais fungendo da sostegno. Era scomparsa fin dagli anni 80′ del secolo scorso, ma per fortuna è stata riscoperta ed è diventato un Presidio Slow Food. Si raccoglie tra fine luglio e fine settembre, ma essiccata (io l’ho usata così) si trova tutto l’anno.

LA PIGNATTA (pentola di terracotta)

Era usanza, per ogni famiglia, portare la propria pignatta di terracotta al forno del pane dove si lasciava cuocere per una notte intera grazie al calore residuo con al suo interno un misto di fagioli, cotiche di maiale insaporite con sale e pepe, arrotolate e legate, lardo, zampino, cipolla e aromi. Una preparazione che durava tutta la settimana!

 

PIATTELLA CANAVESANA IN UMIDO

Sono ottime anche in insalata o nelle minestre. Personalmente ho preferito una preparazione semplice, dalla cottura lenta e dolce… Una bontà 🙂

Ingredienti:

  • 1 vasetto di Fagioli essiccati Piattella Canavesana di Cortereggio
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 150  g di pelati
  • Brodo vegetale fatto in casa circa 2 litri
  • Basilico q.b.
  • Sale e pepe q.b.
  • Olio evo q.b.

Preparazione

In una pentola di terracotta, fate stufare bene un trito di cipolla, sedano e carota con un filo d’olio e un po’ di brodo.

Aggiungete i fagioli (questa tipologia non ha bisogno di ammollo) e cuocete per 2 minuti. Unite i pelati, il basilico e una parte del brodo.

Fate cuocere a fuoco dolce e aggiungete del brodo quando sarà necessario. Regolate di sale e pepe a piacere. Una volta che saranno quasi cotti, lasciateli riposare nella pentola chiusa anche tutta la notte, avvolta da un panno o una coperta. 

Questi fagioli hanno una lunga cottura ma il risultato è assicurato. Per dimezzare i tempi potete utilizzare la cottura in pentola a pressione, non è proprio la stessa cosa ma saranno comunque squisiti…

… “Stuzzichevole”!

 

Fonti bibliografiche

Fondazione Slow Food

Piattella Canavesana di Cortereggio

 

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4 Comments

  • Reply elena 29 ottobre 2016 at 14:32

    Ciao Irene, grazie di aver partecipato, conoscere questi prodotti di nicchia è il vero senso del nostro Calendario, se passerò dalle tue parti sicuramente cercherò di assaggiare questo prodotto d’eccezione, buon w-e Elena

    • Reply ireneprandi 29 ottobre 2016 at 16:17

      Grazie a te Elena! Un prodotto ottimo, chissà però quanto sarebbero buoni cotti nella pignatta nel forno a legna…

  • Reply La cucina di Anisja 29 ottobre 2016 at 23:16

    Ma che buoni devono essere! grazie per averci fatto conoscere questi bellissimi fagili e la loro particolarissima storia.
    Adesso mi metterò alla ricerca 🙂 Anche a questo serve il Calendario 🙂

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