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Semplicemente Birrificio Metzeger dal 1848

Fondata nel lontano 1848 da Karl Metzger, mastro birraio alsaziano, la storica birra nacque tra le acque pure della Dora Riparia nel quartiere Valdocco. Da lì, un crescendo inarrestabile: la medaglia d’oro all’Esposizione dell’Industria Italiana nel 1898, la sede liberty in via San Donato progettata da Pietro Fenoglio, le esportazioni nelle colonie africane e persino il ruolo da protagonista nelle serate del Santopalato, la prima taverna futurista d’Italia.

Poi la caduta. Gli anni Settanta, l’acquisizione da parte di una multinazionale, la produzione interrotta nel 1975. Una fine amara per una birra che era ormai parte del DNA cittadino.

A riportare Metzger in vita nel 2025 è Marco Bianco, imprenditore torinese già noto per aver guidato Equilibra. Acquistato il marchio e un birrificio in via Catania 39/a, Bianco ha dato vita a un progetto che unisce artigianalità premium, filiera sostenibile e una forte vocazione culturale.

Lo affianca una squadra di specialisti: Guido Palazzo (comunicazione), Davide Masoero (vendite) e i birrai Pietro Lanzilotta e Francesco Giacomelli, con la supervisione tecnica di Giampaolo Tonello. E in perfetto spirito collaborativo, Metzger ha già coinvolto due eccellenze locali: La Piazza dei Mestieri e il birrificio Canediguerra di Alessandria.

Il nuovo corso Metzger si presenta con sei etichette che raccontano stili, gusti e momenti diversi:

  • Lager Helles – la bionda di tutti i giorni, limpida e scorrevole
  • Weiss Classica – opalescente, fresca, speziata
  • Vienna Lager – ambrata, equilibrata, con note tostate
  • Modern IPA – agrumata, tropicale, decisamente contemporanea
  • Bock – intensa, caramellata, di carattere
  • Doppel Bock – scura e corposa, da meditazione

L’obiettivo? Una birra semplice ma raffinata, “alta bevibilità” senza compromessi sulla qualità. Tutte prodotte in fusti a rendere, bottiglie riciclabili e con attenzione al risparmio idrico.

Le mie preferite sono la Bock, con la sua struttura e dolcezza, e la IPA con un profumo e un aroma inconfondibile che ricorda il frutto della passione.

Il nuovo birrificio Metzger è pensato come un hub culturale. Oltre alla produzione, ospiterà corsi, visite guidate, degustazioni, eventi dedicati alla birra e alla sua storia. Primo appuntamento: il Metzger Fest, dal 3 al 5 ottobre, tra eventi gratuiti, tour e assaggi delle nuove ricette.

E dal mese successivo, ogni secondo sabato del mese, parte il walking tour “Dall’Art Nouveau alla birra di Torino”, un itinerario che esplora l’evoluzione del quartiere Rossini, culminando in una visita al birrificio.

Accanto al sito produttivo è nata anche la Birreria Metzger, spazio conviviale e contemporaneo che mescola design industriale e dettagli raffinati. Fiore all’occhiello è il corner hi-fi, una zona dedicata all’ascolto di musica in alta fedeltà, per un’esperienza sensoriale che fonde suono, gusto e storia.

Anche l’immagine è parte integrante della rinascita. Metzger recupera l’iconica “M” razionalista disegnata dal futurista Nicolay Diulgheroff negli anni Trenta, mentre lo storico slogan “Chi beve birra campa cent’anni” continua a far sorridere e riflettere. Il simbolo dell’elefantino, mascotte del marchio, resta il segno di una forza tranquilla e affidabile che attraversa le generazioni.


Con Metzger, Torino non recupera solo una birra: ritrova un pezzo della sua identità. E lo fa con un progetto che parla di rispetto per la tradizione, amore per il territorio e una visione chiara sul futuro.

In un panorama brassicolo sempre più ricco e competitivo, Metzger si riprende il suo posto. E lo fa alla torinese: senza clamore, ma con sostanza.


Info e aggiornamenti:
👉 www.metzger1848.com

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